ENERGIA

Esistono degli esercizi per aiutare ad assumere la giusta postura nella pratica delle arti marziali: stando diritti, lasciare cadere le spalle e liberare il basso ventre immettendovi una certa forza.
In principio può essere utile chiudere gli occhi e, restando immobili, respirare e si dovrà sentire scogliere tutte le tensioni ed in particolare ascoltare il respiro.
Gli errori più frequenti sono il non lasciare le spalle rilassate, ma tirarle giù oppure gonfiare il ventre invece di lasciarlo andare liberamente.
Quando si applica in modo corretto la schiena si incava in avanti e il bassoventre sporge leggermente.
Altro errore da non commettere è il tendere insieme al basso ventre, la regione dello stomaco.
Si deve invece fare in modo che tutto ciò che è situato sopra l’ombelico resti disteso.
La postura acquisterà, infine, la giusta stabilità quando si riuscirà ad eseguire l’esercizio non solo in termini corporei, ma rilasciando anche l’IO che tende il nostro corpo.
La respirazione è ovviamente fondamentale in questa pratica e viene eseguita ampliando le due fasi usuali: l’inalazione avviene restringendo il flusso di aria attraverso le narici, per prolungarne l’incanalamento nei polmoni, senza affrettarsi o contrarsi, espandendo l’addome.
L’aria viene trattenuta per un breve periodo e poi diretta all’esterno con la stessa calma e controllo. L’espirazione avviene attraverso la bocca a ritmo continuo, prolungato, senza alcun sforzo e lasciando che le cavità addominali e toraciche si rilassino.

Gli esercizi di respirazione vanno effettuati con una inspirazione più lunga possibile senza causare tensioni. Immaginiamo di inspirare energia e non aria dal terreno attraverso i piedi, passiamo poi alle caviglie, alle ginocchia, risalendo fino alla cima della testa. Poi espiriamo lentamente e in modo continuo in maniera tale da restituire l’energia al suolo che ce l’ha donata instaurando così un rapporto biunivoco tra noi e la Natura.
Il rilassamento del corpo non può essere realizzato senza la distensione dello spirito, la tradizione trasmette numerosi metodi per realizzare la tranquillità dello spirito, tutti prevedono la posizione inginocchiata SEIZA.
E’ necessario un rigoroso allenamento della forma corretta per acquisire un buon equilibrio e, quindi, un elevato grado di stabilità curando l’armonia dei movimenti di ogni parte del corpo.

La potenza dell’energia (KIME) di una tecnica deriva dall’applicazione della massima intensità possibile al momento dell’impatto, nel krav non vuol dire massima Forza ma bensì massima concentrazione e questo dipende a sua volta dalla velocità con cui le tecniche vengono eseguite. Pur Tuttavia
Per quanto sia importante la velocità, essa non può raggiungere l’efficacia senza il controllo. La potenza deve partire da zero, arrivare al Bersaglio in modo PRECISA RITMICA e armoniosa.
Le anche sono fondamentali perché si trovano al centro del corpo umano, e il loro movimento gioca un ruolo fondamentale nell’esecuzione di moltissime tecniche.
Si tratta di un’onda d’urto che, partendo dall’anca, centro di forza vitale, provoca il movimento della gamba o del braccio e permette di trasmettere l’energia senza che intervenga la forza muscolare.