L’ARTE DELLA DIFESA PERSONALE

Arti Marziali = Difesa Personale è una equazione che era valida fino a qualche decina di anni fa, quando sulla spinta dei film di Bruce Lee ed altri, le Arti Marziali si sono diffuse e le palestre si sono riempite di aspiranti atleti saltimbanchi. Proprio da questi films la gente ha cominciato ad associare le arti marziali ad una sorta di sport adatto a chi ha delle buone prestazioni atletiche per

eseguire quello che si vedeva nei films (calci volanti con salti acrobatici ecc.).
Da ultimo qualcuna delle Arti Marziali più conosciute è stata inserita nel programma ufficiale dei giochi olimpici. Questo fatto, che inizialmente potrebbe essere considerato come un fatto estremamente positivo, nasconde uno sconvolgimento radicale dell’essenza stessa delle Arti Marziali.
Un denominatore comune a praticamente tutte le Arti Marziali è che sono nate per permettere a persone e popoli più “deboli” di difendersi dall’attacco dei malviventi che notoriamente attaccavano in maggioranza numerica ed avvalendosi dell’inesperienza e dell’indole pacifica dei loro avversari. Al fine di fornire ad una persona piccola e minuta la possibilità di difendersi, sono state affinate delle tecniche precise ed efficaci che non presuppongono particolari doti atletiche. In questo contesto è facile capire che le tecniche di difesa debbono prevedere l’utilizzo di “colpi speciali” indirizzati a certe parti del corpo più delicate ed esposte.
Organizzare un torneo significa definire un regolamento che cercherà di limitare i danni ai contendenti: sono vietati i colpi sotto la cintura. i colpi alle parti molli del corpo, certi tipi di prese ecc, ecc,
E’ proprio qui che l’Arte Marziale viene spogliata dalla sua essenza per renderla conforme alle altre discipline sportive. In un combattimento sportivo l’obiettivo e’ quello di restare in piedi per tutta la durata dell’incontro, in una situazione reale l’obiettivo è quello di salvaguardare la propria incolumità e quella dei propri cari. Spesso essendo in inferiorità numerica o di capacità atletiche, l’unica via percorribile è quella della tecnica che prevede un colpo ad una delle parti “delicate” del corpo dell’avversario (colpo che sarebbe proibito in gara).
Oggi i combattimenti nelle gare si limitano ad un “ballo” continuo tra i 2 avversari e all’esecuzione di un numero molto limitato di tecniche “spettacolari” che fanno leva tantissimo sulla preparazione atletica dei 2 avversari.
La caratteristica principale delle Arti Marziali al fine della DIfesa Personale è l’EFFICACIA ovvero la possibilità di rendere inoffensivo il proprio avversario nel giro di pochissimo tempo e senza “sprecare” energie e soprattutto senza avere particolari doti atletiche.
Esistono inoltre Arti Marziali più o meno “specializzate” ovvero tendenzialmente più adatte a situazioni particolari. Il judo ad esempio predilige il contatto tra gli avversari, il karate predilige il combattimento a distanza , il Krav predilige le parti molli ecc.
Queste sono tra le poche Arti Marziali che hanno conservato la loro essenza nel tempo. Sono inoltre Arti Marziali complete in quanto prevedono lo studio delle tecniche di combattimento in molte diverse condizioni (lunga, media e breve distanza, armati o a mani nude ecc.